Il podcast dal sito “I giochi sul vostro tavolo” con la partecipazione di Marco Mengoli

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VIJAYANAGARA, prima partita di rodaggio a 2 giocatori con le fazioni di Vijayanagara e Bahmani ed il tremendo sultanato di Dehli condotto per l’occasione dal bot. Nuovissimo titolo di GMT, da 3 giocatori secco (sempre presenti anche le orde dei mongoli come fazione esterna non giocante ma determinante nello svolgimento del gioco), che inaugura la ICS (irregular conflict series) e che conferma le positive sensazioni avute in tempi non sospetti. Inizialmente non calcolato, mi ero visto costretto a fiondarmi a preordinarlo dopo aver avuto una demo oramai un annetto fa. L’impianto del sistema parte da un Coin sviluppandosi in un tipo di gioco diverso. Conflitto asimmetrico irregolare, nessuna contro insorgenza. Più wargame di certi coin, molto più “dudes on the map” style, pacche che volano, ma con estrema raffinatezza. Affilato, deciso, con le idee chiare e dal playtime contenuto. Assolutamente da rimarcare la cura nel voler trasmettere il tema e le caratteristiche del periodo storico rappresentato in primo luogo attraverso una componentistica decisamente molto curata. Partiamo dalle carte dalle loro illustrazioni ricercate e dal flavour text, soprattutto di quelle che inserite nel mazzo di memoria coiniana detteranno il timer della partita scandendo il gioco con eventi e successioni di dinastie rappresentando il corso del conflitto corredate da copiose interessanti descrizioni. Continuiamo con quattro diversi manuali. Learn to play, playbook (historical notes bibliography e solito gmt), rules reference, rulebook con anche una sezione dedicata al learn to teach (!). Player Aids con le strategie delle varie fazioni. Player Aids per menu azioni, sequenze of play. Altre carte 63x88mm riassuntive per combattimento ed iconografia. Mazzo di carte e menù per il bot stile Gandhi/tr’ung . Un ottimo lavoro di GMT che confeziona con grande cura un prodotto che gira come un orologio svizzero, accessibile ed intelligente. Molto gradevole da giocare. Unica nota negativa al momento registrata la stampa un po’ opaca sui legnetti color turchese. Nota invece di colore, la presenza del gioco Pulijudamu (Tiger and goats) qui usato per rompere spareggi o tanto per gradire. Gioco risalente al sedicesimo secolo o probabilmente più antico come suggerito dai graffiti presenti nel luogo di Vijayanagara. Ovviamente corredato da capitoletto sul manuale con regole e cenni storici. #gmt #vijayanagara




Ieri partenza con Downfall e la conclusione del primo turno di gioco che mi ha impegnato dal tardo pomeriggio fino a che mi è toccato andare a dormire. Obbligate consultazioni del primo approccio pratico a manuale (velocissime e non così tante, imho un esempio di come si scrivono ed organizzano i manuali. Una gioia leggerlo) e player aids (Molte. Ottimi che ti risparmiano spesso il viaggio sul rulebook) ed il setup (che ovviamente in due si sarebbe dimezzato, ma del resto il titolo di gmt non è che sia un fillerino ed ha bisogno di un po’ per farsi bello e mostrarsi in tutta la sua gloria), hanno richiesto diverso tempo. C’è la possibilità di piazzare anche due scenari di lunghezza breve e media (chiamati rispettivamente overlord ed husky) ma ovviamente la follia che alberga nei miei neuroni ha propeso senza indugio per la campagna totale. Partiamo quindi dall’autunno del 42 e procediamo con 8 turni di gioco. Per chi non conoscesse il titolo potremmo classificarlo come un mini-playable-monster strategico sulla ww2 teatro europeo-africa del nord per due giocatori. La particolarità sta nel fatto che uno controllerà i western allies + l’okh , mentre l’altro i russi + l’okw. Quindi c’è questa sorta di contrapposizione alla “Battle for Germany” ma in versione supersteroidi. La guerra sarà vinta (non che non ci sarà da sudare) ma niente robe troppo strane (grazie): corsa a chi la vince prima e come. Partiamo con un mini-report e dopo pochi ordini la situazione a Stalingrado è già chiara con la sesta impossibilitata a ritirarsi ed i russi che spingono con operazione Uranus propiziandone l’isolamento portando rinforzi ed iniziando attacchi da Voronezh in giù. L’Okh in riassestamento prova a ingrossare le fila in vista anche delle risorse russe che saranno disponibili nel turno successivo e potenzialmente si getteranno sul fronte d’avanzata. Gli alleati ad occidente non hanno molte truppe in campo se la devono giocare più di fioretto. Le battaglie sono soprattutto nei vari fronti strategici. Nell’Atlantico , nel Mediterraneo. Dove la marina nemica ostacola il trasporto di truppe. Truppe che vanno reclutate. Quindi vengono investite risorse (la valuta del gioco sono punti iniziativa, più ne spendi più tardi eseguirai la tua azione successiva e potenzialmente ne farai anche meno degli altri, che magari ne faranno di meno costose quindi meno potenti ma magari più ottimizzate e calibrate. Poi bisognerà anche valutare gli ordini a disposizione. Ad agire sarà sempre il giocatore più indietro nel tracciato di iniziativa. Un sistema, quello dell’iniziativa, diabolico e sapientemente utilizzato e piegato allo scopo, tocco di design di classe) per tirare su dei giovanotti negli US. Molte più risorse vengono spese per la lotta su oceano e mare, con i tedeschi dell’okw che però non stanno con le mani in mano e controbattono efficacemente. Qualcosa si fa anche via terra perché la cavalleria britannica tenta di correre (pianino però) verso tripoli spazzando via unità italiane forte anche del supporto aereo. Da Algeri verso Tunisi invece non si riesce a procedere, anzi si rischia pure, ed urgono rinforzi. In questo senso verso fine turno gli alleati imbucano l’armata reclutata precedentemente negli states , attraverso l’Atlantico fino ad Algeri. Però arriva un po’ ammaccata. Gli u-boot non stanno di certo a guardare. Stalingrado nel frattempo con la sesta dentro ormai isolata, cade. Ci si prepara al prossimo turno e primi mesi del 43. Il meteo cambia, basta neve, andiamo con un fair. Ovviamente questo va ad inficiare e propiziare una serie di decisioni nella grandissima mole di considerazioni e materiale che questo titolo ti mette davanti su cui ragionare e che è davvero difficile scalfire con dei post. Ma è tutta roba bella. Mi è seccato dover andare a dormire per alzarmi ed andare oggi a lavoro. Non riuscivo a staccarmi. Oggi sono a lavoro e spero di non aver rotture di scatole stasera per giocare a Downfall ![]()
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Aiuto.


#sekigahara La qualità del wargame “Sekigahara” , secondo volume della serie “Le battaglie del Sengoku Jidai” creato da Philippe Hardy è veramente buona e ha meritato un voto altissimo. Le meccaniche sono quelle già conosciute nel primo titolo della serie e le otto pagine di regole risultano veramente scorrevoli. Per gli appassionati del periodo un titolo che non dovrebbe mancare in libreria. Ne riparleremo in altri post e video. Stay Tuned!
