Nasce Casus Belli Torneo Master

 

Come anticipato abbiamo dato il via all’iniziativa Casus Belli Torneo Master che intende compilare delle classifiche di merito per i migliori giocatori del nostro hobby. Partiremo con i tornei disputati a Latina e continueremo con l’organizzazione di eventi e singole gare nei prossimi tre anni. Alla fine del triennio tireremo le somme per verificare la riuscita o meno del progetto. Trovare tutte le informazioni su questo sito.

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Norman Conquests (serie Men of Iron – GMT) e Viking (serie Prestags – SPI)

#viking #normanconquests #hastings Secondo le cronache
e le varie interpretazioni storiche l’esercito del normanno di Guglielmo il conquistatore era composto da circa 8000 unità. Una buona metà dell’esercito era composto da fanteria pesante e media con 2000 cavalieri e 1500 arcieri al seguito. Sorprendentemente sia il wargame Viking della SPI che Norman Conquests della GMT rispettano tale numero, anche se notiamo una maggiore varietà ( incredibile) nel wargame della SPI in cui troviamo sia cavalleria pesante che media. La fanteria in Norman Conquests non è per nulla differenziata, mentre abbiamo in Viking sia fanteria scelta pesante che media. Invece nella nuova proposta della serie Men of Iron maggiore attenzione viene data ai leader storici presenti sul campo di battaglia. Al di là della maggiore semplificazione in Norman Conquests, entrambi gli ordini di battaglia sono soddisfacenti con un rapporto fra il numero dei counter sul campo e le reali dimensioni dell’esercito normanno ( una scala di 250 soldati per counter in Norman Conquests contro i 150 di Viking).
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Top 3 Wargames 2023 edition di Giacomo Scolaro

Se volete farvi due risate, su Winter Quartering proviamo a fare impennare il livello mondiale del Trash sparando verso la mesosfera il recap dell’anno con la classificona potentissima quasi obbligatoria d’ordinanza 2023 edition. Chiaramente non ve la consiglio ma se vi va mettete la vostra nei commenti che è sempre divertente confrontarsi e leggerle. In ogni caso buoni acquartieramenti!

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The Black Janissary – Five minutes with Sekigahara – II part

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Konigsberg (Revolution Games) di Nando Ferrari

KONIGSBERG, IMPRESSIONI FINALI.
Ieri sera ho terminato la prima partita del gioco della Revolution Games, che utilizza il sistema di A Victory Lost e A Victory Denied, della MMP (giochi che avevo molto apprezzato).
Devo dire che raramente il finale di una partita è stato così emozionante. Livio, il mio avversario, è notoriamente un monumento alla sfiga con i dadi, al punto che è l’unico che riesca ad oscurare perfino la mia fama di Paperino cronico. In Konigsberg ha ribaltato questa consuetudine, esibendosi in una partita micidiale. Si è stupito lui per primo di questa cosa e si è illuso che il 2019 fosse l’anno fortunato.
Quello che scrivo è forse un po’ “tecnico”, nel senso che sarà comprensibile solo per chi conosce il gioco. Ma per rendere partecipi anche gli altri vi dico che il sistema prevede l’attivazione delle varie formazioni tramite una pesca di appositi chit. Il russo può contare su una pesca più cospicua, in genere da 7 a 10 chit a turno. Il tedesco deve arrangiarsi con un massimo di 5 chit (3 negli ultimi due turni!!). Quello che viene viene. I chit sono parecchi, ma in linea di massima il russo riesce ad attivare quasi tutti gli HQ dei suoi 2 fronti bielorussi. Il tedesco, invece, si ritrova ad avere degli interi settore del fronte paralizzati, vivendo quella sensazione di angoscia e di mancanza di coordinazione che nel 1945 doveva essere assai evidente per tutti i generali.
Ecco cosa è riuscito a fare Livio nei primi 8 dei 10 turni previsti:
– ha pescato SEMPRE, dal secondo turno (quando arriva) fino al 10° il chit che consente di attivare una formazione a scelta del secondo fronte bielorusso. Ha pescato SEMPRE, tranne una sola volta, il chit che consente di fare la stessa cosa per il terzo fronte bielorusso.
– Io come tedesco avevo, dal terzo turno, il chit dell’alto comando (HGM), che consente di fare la stessa cosa e di attivare (cosa preziosissima) anche 2 unità indipendenti ovunque sulla mappa. Fino all’ottavo turno (compreso), non l’ho MAI pescato.
– Il tedesco ha 2 formazioni praticamente “congelate”, nel senso che gli HQ non possono muovere fino a quando si arriva al sesto turno (oppure quando il russo conquista 2 punti vittoria). Pescare quei due chit è una perdita di potenziale devastante, poiché non si riesce a fare praticamente quasi nulla. Ebbene, dal 1° al 10° turno ho SEMPRE pescato uno dei due chit incriminati, mentre l’altro l’ho pescato “solo” 7 volte.
– Livio ha tirato circa il 75% dei tiri dal 4 al 6 per 8 turni, con una punta del 90% al turno 6. Gli sono invece andati quasi sempre male i tiri di barrage d’artiglieria.
Inutile dire che, a fronte di quanto descritto, la situazione appariva per me davvero gravissima, con il russo in grado far scendere sotto i fatidici 8 gli esagoni PV controllati dal tedesco. Mentre ad est riuscivo in qualche modo a contenere l’avanzata del terzo fronte bielorusso, ad ovest lo sfondamento del secondo fronte appariva difficile da arrestare.
Ma al 9° turno … Livio è ritornato se stesso e la sua sfiga proverbiale lo ha riportato sulla terra. Ho pescato il chit che consente alla Gross Deutschland di rientrare in gioco. Ho pescato finalmente il chit del HGM, più altri chit “utili”, che mi hanno consentito di preparare una controffensiva nel settore nord ovest. Al decimo turno Livio pesca il chit degli eventi casuali e cosa fa? Tira un incredibile 2 (con due dadi), unico risultato che consente ad un’ultima unità meccanizzata tedesca di entrare come rinforzo. Con quella singola unità sono andato ad interpormi tra i… cingoli di una sua formazione meccanizzata, impedendogli di fatto di conquistare un altro prezioso punto di vittoria. Ma ero comunque perdente, controllavo solo 7 PV. All’improvviso si attiva uno dei 3 HQ che avevo schierato per l’ultima possibile controffensiva. Livio era riuscito a rinforzare l’esagono (7 punti in difesa), ma io arrivo comunque sul 2 a 1. Mi occorre un risultato DR2 (che in città diventa un DR1) per riconquistare l’esagono. Lo otterrei solo tirando 4 o 5. Faccio 5, Livio s’incazza come una belva, il fuhrer invia una croce di ferro al comandante della Gross Deutschland e la partita si conclude così: vittoria marginale tedesca, all’ultimo respiro. Tento un altro contrattacco sul 2 a 1, ma questa volta tiro 2… un altro DR” sarebbe stato troppo!
Alla fine ho convinto Livio a giocare a parti invertite. Ora sarà lui a sperimentare l’angoscia del tedesco. Siamo già al turno 3 e mi sembra che le mie truppe sovietiche stiano andando bene. Staremo a vedere…
Come nota finale confermo le prime impressioni. Il gioco è semplice, ma ricco di scelte e totalmente imprevedibile, soprattutto per il tedesco. Occorre sempre “metterci una pezza” e non sempre è facile. Ma anche il russo deve lavorare bene, scegliendo accuratamente come aggirare le linee difensive (che annullano ogni risultato di ritirata!) e le “Festung”. Occorre penetrare con i carri e allargare il fronte con le fanterie, stando attenti ai possibili contrattacchi (pochi, ma a volte assai fastidiosi).
Un ottimo gioco!
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Traces of War – Il bollettino del V turno – partita Valentini/Luchetti

Traces of War ([VUCA Simulations
Loris (Asse) – Stefano Valentini (Sovietico)
Partita via Vassal
Situazione fine 5° turno, VP 36.
Come promesso, eccoci ad un altro aggiornamento della bella partita che stiamo conducendo a questo divertente gioco.
In mappa, la posizione dei due schieramenti. Il 5° turno è stato più equilibrato del 4° in quanto a pesca dei chit, sebbene il sovietico sia comunque riuscito a premere con decisione con i Fronti della Steppa e SouthWest, arrivando alle porte di Dnipropetrovks e conquistando i due salienti di Cherkassy e Kremencuk, cosa che gli ha permesso di attraversare il fiume Dnipro (come evidenziato nella foto), generando 2 punti evidenti di forte criticità per il tedesco.
A questo punto la prima linea difensiva predisposta da Loris “Hollidt” Luchetti (non dico Von Manstein altrimenti Mauro mi percula 😉 ) vacilla e le poche unità rimaste faticano a coprire tutto l’arco del Fronte. Probabilmente occorrerà, dopo aver abbandonato Stalino, lasciare al suo destino anche Dnipro ed arretrare sulla 2a linea difensiva del Bug.
Dal canto suo Stefano “Malinovsky” Valentini si getterà di certo all’assalto con tutte le sue unità in questi ultimi 3 turni, cercando di isolare il tedesco e creare delle sacche in cui ingabbiarlo, gettandosi al contempo lungo le direttrici di avanzata verso Kiev prima e Tarnopol poi ad Ovest e verso Odessa a Sud.
Devo dire che giocare col tedesco è veramente impegnativo, le unità sono poche ed il fronte difensivo lunghissimo. Non si può “accorciarlo” nemmeno troppo in fretta in quanto il sovietico potrebbe approfittare del movimento strategico per avanzare velocemente ed inoltre ci sono città quali Stalino e Dnipro cui bisogna togliere prima il Supreme Command e che comunque valgono 8 VP ciascuna.
La situazione non è delle più rosee, ma terrò duro: “Gott mit Uns” (almeno lo spero… 😃 )
Al prossimo bollettino!
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Introduzione alla serie “Battles of American Revolution War” di Loris Luchetti

Battles of the American Revolution War
Battle of White Plains (Gmt Games)
Prosegue il mio test di gioco in solitario sullo scenario Chatterton Hill
Presa familiarità con le regole, si inizia la pugna.
Da tempo non mi dedicavo ad un gioco tattico ed i tanti modificatori da applicare al dado nei combat mi appaiono un pochino troppi. Ma probabilmente sarò io che ho meno pazienza di un tempo.
Le regole appaiono semplici, seppur ci siano tante piccole cose da ricordare, comprese quelle particolari legate alla battaglia specifica.
La struttura del turno è molto chiara e non presenta problemi per chi mastica un po’ di boardwargame.
Devo insistere, ma le prime impressioni mi paiono buone.
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Un podcast per iniziare con i wargame

Il podcast dal sito “I giochi sul vostro tavolo” con la partecipazione di Marco Mengoli

I Giochi sul nostro tavolo

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Serie ICS – Vijayanagara – di Giacomo Scolaro

VIJAYANAGARA, prima partita di rodaggio a 2 giocatori con le fazioni di Vijayanagara e Bahmani ed il tremendo sultanato di Dehli condotto per l’occasione dal bot. Nuovissimo titolo di GMT, da 3 giocatori secco (sempre presenti anche le orde dei mongoli come fazione esterna non giocante ma determinante nello svolgimento del gioco), che inaugura la ICS (irregular conflict series) e che conferma le positive sensazioni avute in tempi non sospetti. Inizialmente non calcolato, mi ero visto costretto a fiondarmi a preordinarlo dopo aver avuto una demo oramai un annetto fa. L’impianto del sistema parte da un Coin sviluppandosi in un tipo di gioco diverso. Conflitto asimmetrico irregolare, nessuna contro insorgenza. Più wargame di certi coin, molto più “dudes on the map” style, pacche che volano, ma con estrema raffinatezza. Affilato, deciso, con le idee chiare e dal playtime contenuto. Assolutamente da rimarcare la cura nel voler trasmettere il tema e le caratteristiche del periodo storico rappresentato in primo luogo attraverso una componentistica decisamente molto curata. Partiamo dalle carte dalle loro illustrazioni ricercate e dal flavour text, soprattutto di quelle che inserite nel mazzo di memoria coiniana detteranno il timer della partita scandendo il gioco con eventi e successioni di dinastie rappresentando il corso del conflitto corredate da copiose interessanti descrizioni. Continuiamo con quattro diversi manuali. Learn to play, playbook (historical notes bibliography e solito gmt), rules reference, rulebook con anche una sezione dedicata al learn to teach (!). Player Aids con le strategie delle varie fazioni. Player Aids per menu azioni, sequenze of play. Altre carte 63x88mm riassuntive per combattimento ed iconografia. Mazzo di carte e menù per il bot stile Gandhi/tr’ung . Un ottimo lavoro di GMT che confeziona con grande cura un prodotto che gira come un orologio svizzero, accessibile ed intelligente. Molto gradevole da giocare. Unica nota negativa al momento registrata la stampa un po’ opaca sui legnetti color turchese. Nota invece di colore, la presenza del gioco Pulijudamu (Tiger and goats) qui usato per rompere spareggi o tanto per gradire. Gioco risalente al sedicesimo secolo o probabilmente più antico come suggerito dai graffiti presenti nel luogo di Vijayanagara. Ovviamente corredato da capitoletto sul manuale con regole e cenni storici. #gmt #vijayanagara

 

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Sekigahara – Introduzione Video (inglese)

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Imperial Struggle di Giuseppe Gessa

Ieri si è iniziata partita seria a Imperial Struggle dopo il giro di prova della settimana scorsa.
Dopo averlo giocato 4-5 volte su vassal ed essermi piaciuto parecchio (comunque Vassal è un’esperienza diversa che una partita dal vivo), questa partita mi ha fatto sorgere diversi dubbi e ridimensionare il mio giudizio sul gioco.
Intendiamoci, ci siamo divertiti, complessivamente gira, ma c’è sempre qualcosa che non convince fino in fondo.
Soprattutto il fatto che ha diversi meccanismi di scoring, per cui se uno è dietro su un percorso si butta sull’altro.
E poi confermo il fatto che sia sbilanciato a favore dell’inglese, a cui basta giocare dignitosamente per vincere sulla distanza, causa la diversa potenza dei vari eventi e carte ministro disponibili.
Non un giuoco da fare all’infinito a ripetizione, ma se lo si ha a disposizione ci si può fare qualche giro.
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